Cinque mosse per migliorare l’offerta turistica: il caso di Santa Sofia

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Il Fondo Edifici di Culto, amministrato dal Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, anche nel Sannio “possiede, tutela e conserva beni di sua proprietà”, tra cui la Chiesa di S. Sofia a Benevento, facente parte di un  patrimonio nazionale di oltre 750 chiese e di aree archeologiche e museali.

   L’azione di tutela del F.E.C., che può contare su un contributo annuale dello Stato pari a circa 1.800.000 euro, implica un’attività di monitoraggio e gestione dei beni, in sinergia con le Prefetture e attraverso articolati rapporti con autorità ecclesiastiche, organi centrali e periferici del Ministero per i beni e le attività culturali, enti locali, associazioni, fondazioni e privati.

   I problemi di tutela del Complesso Sofiano di Benevento (Chiesa, Chiostro e Campanile) riconosciuto dall’UNESCO nel giugno 2011 Patrimonio dell’Umanità, sono destinati ad aumentare anche in prospettiva dell’accorpamento della sede prefettizia sannita con la prefettura di Avellino!

   La Società storica del Sannio e ISIDEA, inascoltate riguardo a precedenti interventi, sollecitano Prefettura, Soprintendenza, Provincia e Curia a voler prendere finalmente in considerazione la seguente proposta articolata in cinque punti.

  • Conservare per la Chiesa di S. Sofia le funzioni cultuali, ma solo per eventi di grande rilevanza religiosa (tra cui l’auspicata messa annuale del 26 agosto, in canto beneventano, riproposta anche dal governatore Borgia in ricordo di Arechi II), cui affiancare la precedente destinazione culturale a “prima sala” (gratuita) del Museo del Sannio, con possibile accesso diretto al Chiostro (previo pagamento del biglietto presso il bookshop) dalle ore 9:00 alle 19:00, grazie all’apertura assicurata dai custodi dell’Istituto culturale;
  • convogliare la celebrazione di matrimoni e di altre ricorrenti funzioni religiose nella stupenda “Parrocchia del SS. Salvatore” in Via Stefano Borgia (con annessi locali parrocchiali), una delle più antiche chiese di Benevento, sicuramente di origine longobarda e già di proprietà della Curia, da valorizzare con l’apertura quotidiana;
  • liberare il Campanile della Chiesa di S. Sofia dal pericoloso degrado interno, rendendolo fruibile per i turisti attraverso il coinvolgimento di una associazione turistica giovanile;
  • restituire alla Curia, per essere destinati ad arricchire il Museo Diocesano, i salvati reperti del Duomo, conservati ed accuratamente esposti da decenni presso il Museo del Sannio;
  • rendere più facilmente fruibile la Mostra sul piccolo dinosauro Scipionyx Samniticus, detto Ciro, trasferendola a cura della Soprintendenza negli spazi del Museo del Sannio lasciati disponibili dopo il trasferimento dei reperti isiaci ad Arcos.

Benevento, 17/9/2015

 Per la Società Storica del Sannio                        per  ISIDEA

Giacomo de Antonellis                                            Rito Martignetti

 

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